SORELLE

Cercare di capire la tragedia delle foibe significa entrare in un mondo di luci e ombre, dove niente è mai chiaro e definito, dove la validità delle testimonianze e dei documenti viene messa in discussione da questi o quelli in relazione a quale verità si vuol portare avanti.
Ben lungi dall’essere una storica, ho preso le distanze da tutto questo e ho cercato di ascoltare la verità profonda di quegli accadimenti.
E vi ho trovato un’umanità umiliata e violentata da questi o quelli (di nuovo!) a turno.
E mi sono resa conto che ciò che mi interessava raccontare è l’ingiustizia della violenza subita.

Così sono nate Rosa e Jalena, le mie due donne così diverse e così uguali, tanto vicine da sentirsi sorelle.

Un’italiana e una slava…
a rappresentare il pluralismo della gente che vive in quella piccola parte di mondo
a rappresentare la gente che la guerra la subisce sempre e vede il desiderio di una vita felice infrangersi contro giochi di potere altrui
a rappresentare i più deboli, le donne, i bambini, che dalla guerra si vedono rubare i compagni di vita e i padri.

Ma anche a ricordarci che siamo tutti figli della stessa Terra e che la solidarietà può e deve esistere in noi davanti all’altro senza distinzione di razza.
Dopo tanti anni credo siano questi i motivi per ricordare; non già per stabilire di chi siano le colpe, ma per condannare ancora, risolutamente, l’uso della violenza e della guerra in ogni parte del mondo.

Alessandra Domeneghini (Autrice)