TOUCH DELLE MIE BRAME

Vera è una ragazza che vive im­mersa nel mondo dei social e delle tecnologie digitali, un mondo in cui lo smartphone diventa il centro di tutta la sua vita.
Non si può vivere senza, non si può nemmeno concepire di starne un giorno senza, nemmeno un’ora, nemmeno a scuola. Vera non riesce nemmeno ad immaginarsi come poteva essere la vita di sua madre alla sua età, quando il telefono era tutta un’altra cosa, il mondo era tutta un’altra cosa. Come aveva potuto sua madre vivere la propria adolescenza negli anni Ottanta, con un solo telefono in casa e con i parenti ad origliare? Come erano diverse le sue abitudini? Era stata una vita più semplice e meno frenetica o semplicemente con problemi e i dilemmi diversi?
Uno spettacolo che confronta due generazioni, dove la Vera del presente e sua madre negli anni Ottan­ta si alternano in scena, passandosi continuamente il testimone. Ognuna, a suo modo, scoprirà che ad ogni opportunità di comunicare corrisponde un rischio, che ogni tecnologia e ogni epoca hanno i loro pregi e i loro limiti. L’importante è conoscerli.
Tra un vortice di touch, like e chat da una parte; parenti curiosi e telefonate in corridoio dall’altra, entrambe si troveranno davanti una missione che, per le proprie abitudini e i propri mezzi, rasenta l’im­possibile. Una riflessione ironica e non moralistica sulle tecnologie che ci hanno cambiato e continuano a cambiarci la vita.