LA VEDOVA ALLEGRA
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Paese:
Italia
Anno:
2019
Categoria:
Musica, STAGIONE TEATRALE
Data:
venerdì 15 febbraio 2019 - ore 21.00
Autore:
Victor Léon e Léon Stein - musica di Franz Léhar 
Regia:
Alessandro Brachetti
Attori:
Silvia Felisetti, Alessandro Brachetti, Susie Georgiadis, Antonio Colamorea, Elena Rapita, Domingo Stasi, Fulvio Massa, Marco Falsetti
Trama:
Nella Parigi di inizio ‘900, all'ambasciata del Pontevedro - un minuscolo e fantomatico stato mitteleuropeo - si dipana la storia d'amore fra il conte Danil Danilovich e Hanna Glavari, ricca e giovane vedova
Lingua:
italiano

venerdì 15 febbraio 2019 ore 21.00

LA VEDOVA ALLEGRA  – operetta FUORI ABBONAMENTO

libretto di Victor Léon e Léon Stein – musica di Franz Léhar

con Silvia Felisetti, Alessandro Brachetti, Susie Georgiadis, Antonio Colamorea, Elena Rapita, Domingo Stasi, Fulvio Massa, Marco Falsetti

Orchestra “Cantieri D’Arte” diretta dal M.° Stefano Giaroli – Corpo di ballo Novecento

regia Alessandro Brachetti

Nel 1861 il commediografo e librettista francese Henri Meilhac scrisse un piacevole vaudeville, che divenne però famosissimo solo molti anni dopo, nel 1905, grazie alla musica di Franz Lehár: era nata La Vedova allegra.

“Non si offenda, ma questa non è musica”. Questa frase, dettata dallo stesso Lehár, apparve incisa sulle medaglie omaggio che la direzione del Teatro An der Wien offrì in occasione della trecentesima replica de La Vedova Allegra: una rivincita che il musicista volle concedersi nei confronti della direzione del teatro stesso e dei critici, che la sera della prima gli avevano rivolto quello scettico e non lungimirante apprezzamento. Ma forse avevano ragione. La Vedova Allegra non è musica, è molto di più: è un’emozione, un’esperienza sensitiva che si stampa a lungo nella memoria di chi l’ascolta. La Vedova allegra, la regina delle operette, è un capolavoro di genuina ispirazione i cui protagonisti sono coinvolti in un vorticoso e divertente scambio di coppie, promesse, sospetti e rivelazioni. Un parapiglia che, come è naturale in un’operetta, al termine si ricompone nel migliore dei modi con il matrimonio fra la bella vedova Anna Glavari e l’aitante diplomatico Danilo. Nel finale, tutti intonano la celeberrima marcetta “È scabroso le donne studiar!” in una Parigi elegante e spensierata, come elegante e spensierata vuole essere questa edizione dello spettacolo, dove si va da “Maxim” (ancora oggi simbolo mondano-turistico parigino), si danno nomi capricciosi alle donnine che allietano le serate piccanti dei diplomatici, si cantano valzer pervasi da un erotismo scintillante, si ballano indemoniati can-can e si ama con assoluta gaiezza in un’atmosfera leggera e contagiosa che coinvolge attori e pubblico.

Ed è in questa sinergia che l’operetta vola sulle ali del canto, della danza, della prosa, della maschera, del gesto, facendosi teatro perfetto o, in modo meno presuntuoso, perfettamente teatrale. E dopo più di cento anni la storia de La Vedova Allegra è ancora qui fra di noi facendone ancora oggi uno degli spettacoli più rappresentati al mondo.

 

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