ELENA
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Paese:
Italia
Anno:
2015
Categoria:
Prosa, STAGIONE TEATRALE
Data:
26 febbraio 2016
Autore:
Omero, Euripide, Seferis, Ritsos
Regia:
Andrea Chiodi
Attori:
Elisabetta Pozzi
Trama:
Chi non è rimasto affascinato dalla figura di Elena? Per lei si scatenò a Troia una sanguinosa guerra. Eppure un'altra Elena si scopre ai nostri occhi in questo monologo: una donna del presente, lontana dagli stereotipi, che valuta la propria esistenza, seppur eccezionale.
Lingua:
Italiano

VENERDI’ 26 FEBBRAIO 2016

ELENA
da Omero, Euripide, Seferis, Ritsos

CON
ELISABETTA POZZI
REGIA ANDREA CHIODI
PRODUZIONE FATTI NON FOSTE

Chi non è rimasto affascinato dalla figura di Elena, una delle più belle donne dell’antichità? Per lei si scatenò a Troia una sanguinosa guerra durata dieci anni.
Eppure un’altra Elena si scopre ai nostri occhi nel monologo lirico che il poeta Ghiannis Ritzos compose nel 1970. Lontana dagli stereotipi, è una donna del presente a noi più vicino, che valuta la propria esistenza , seppur eccezionale! La versione del mito che Ritsos ci offre è un vero e proprio ribaltamento dell’immagine di Elena che la tradizione letteraria ci ha donato.
La Elena presentata da Elisabetta Pozzi fa a meno della bellezza effimera, quella è andata via molti anni addietro, la sua bellezza adesso è ben altra, quella dell’esperienza. L’esperienza di una vita vissuta all’insegna dell’amore, tra le braccia forti dei vari amanti trepidanti per lei: quell’amore diventato adesso un ricordo che non genera più alcuna passione, ma solo malinconia e forse rimpianto.
Questa Elena è una donna del presente, a noi più vicina, quasi un’amica che tra un bicchiere di whisky e una sigaretta si confida ad un soldato o al fantasma di un amante valutando la propria esistenza, eccezionale certo, ma che adesso sta volgendo alla fine.
Senza più ritegno offre di sé un ritratto assai impietoso non vergognandosi di presentare nella sua vecchia abitazione fatiscente quel degrado e senso di vuoto che ora la circonda, oramai derisa anche da ancelle irriverenti che le fanno dispetti.
Eppure la “vecchia” Elena di Elisabetta Pozzi oltre a regalare memorie, riflessioni, immagini che il tempo non scalfisce offre al suo pubblico il fascino eterno di chi ha acceso i cuori degli eroi, rendendo per questo anche lei un’eroina immortale.
Recita con la classe della grande attrice, al colmo della maturità espressiva, dosando parole a gesti, sussurri a declamazioni, ondeggiando il corpo dentro il suo lungo abito nero sulle belle note della musica di D’Angelo.

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