CLEOPATRÀS – Fuori Abbonamento
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Paese:
Italia
Anno:
2017
Categoria:
Prosa, STAGIONE TEATRALE
Data:
martedì 27 marzo 2018 ore 21.00
Autore:
Giovanni Testori
Regia:
Mino Manni
Attori:
Marta Ossolini
Trama:
Ultima opera dell'autore milanese, Cleopatràs è parte, con Erodiàs e Mater Strangosciàs, della trilogia Tre Lai con la quale Testori dà il suo addio alla vita e ad un paesaggio che è insieme terra della nascita, ma anche strada che riporta là dove il cuore e la tenerezza dello scrittore sembrano aver lasciato il proprio “magone”.

martedì 27 marzo 2018

CLEOPATRÀS
di Giovanni Testori

CON
Marta Ossolini

REGIA Mino Manni
ASSISTENTE ALLA REGIA Serena Lietti
DISEGNO LUCI Alberto Gualdoni
PRODUZIONE Serena Lietti

spettacolo prodotto con il sostegno e la collaborazione di:
Amministrazione Comunale di Castel San Giovanni, Diana Ceni, Giulio Fassina, Francesco Paladino, Angelo Sordi, Nuccia Zuterni

Niente finisce e niente comincia. Tutto resta fermo così, senza risposta.” – G. Testori

Che rimane della “gran reina” Cleopatra una volta deposta la corona d’Egitto? Sarà ancora la meravigliosa imperatrice capace di terrorizzare e sottomettere interi popoli al suo capriccio oppure una semplice “bagascia” di paese che millanta un passato che non è mai esistito?
Cosa giunge fino a noi attraverso i secoli al di là della patinata aura del mito?
L’opera di Testori, con la sua forza innovativa e prorompente, ci avvicina ad un personaggio che parrebbe distante e difficilmente riconducibile al contesto in cui viviamo. La sua “Cleopatràs”, spogliata degli abiti regali e rivestita solo di carne e sangue, ci parla in un linguaggio crudo e palpitante, in un dialetto che appartiene a tutti e che rievoca un’Italia ormai dimenticata.
La “reina” viene rappresentata nella sua essenza più pura, nell’universalità del suo essere Donna, una donna che ha pienamente vissuto, amato, goduto e perso irrimediabilmente tutto. Testori intona il lamento, il “laio” della vedova, che ha vissuto la guerra e ne è uscita perdente, un lamento di morte che sfocia tuttavia in un appassionato inno alla vita: attraverso i ricordi della terra natìa la donna rivive i tempi d’oro dell’amore col suo “Tugnàs”.

Ultima opera dell’autore milanese, Cleopatràs è parte, con Erodiàs e Mater Strangosciàs, della trilogia Tre Lai con la quale Testori dà il suo addio alla vita e ad un paesaggio che è insieme terra della nascita, ma anche strada che riporta là dove il cuore e la tenerezza dello scrittore sembrano aver lasciato il proprio “magone”. È una lombardissima tensione fatta di processioni tra boschi, sensuali richiami e desideri che urlano e bramano.

Partendo da suggestioni dantesche, la messinscena restituisce l’eterno tormento di una figura mitica che cela in sé un destino tanto tragico quanto universale. L’attenzione registica alla potenza evocativa delle immagini – alternando momenti di grande poesia a passaggi di forte impatto emotivo – ha permesso di creare uno spettacolo in cui sacro e profano, amore e morte giungono ad un punto di fusione incandescente e poeticissimo attraverso un linguaggio crudo e palpitante, barbarico e sublime. Unico e immortale.
Come il suo autore.

Giovanni Testori
(Novate, Milano, 1923 – Milano, 1993)
Critico d’arte, poeta, autore teatrale e romanziere, Giovanni Testori è tra le personalità intellettuali più complesse e importanti del secondo Novecento.
Negli anni Cinquanta ha raccontato la periferia milanese nel ciclo dei Segreti di Milano che comprende – tra gli altri – i racconti Il ponte della Ghisolfa, da cui Visconti trasse il film Rocco e i suoi fratelli, e il testo teatrale L’Arialda.
Negli anni Settanta, attraverso la Trilogia degli Scarrozzanti (L’Ambleto, Macbetto, Edipus) ha creato una personalissima lingua drammaturgica.
Dopo gli oratori di argomento sacro, quali Conversazioni con la morte e Interrogatorio a Maria, negli anni Ottanta scrive due Branciatrilogie per l’attore Franco Branciaroli e porta in teatro uno dei suoi capolavori, il romanzo In exitu. Il suo ultimo testo, quasi un testamento, fra teatro e poesia, è Tre lai (Cleopatràs, Erodiàs, Mater Strangosciàs).

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