ARLECCHINO e la BUROCRAZYA
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Paese:
Italia
Anno:
2017
Categoria:
Prosa, STAGIONE TEATRALE
Data:
venerdì 10 novembre 2017 ore 21.00
Durata:
1 hours 20 minutes
Autore:
Alessandro Albertin
Regia:
Michela Ottolini
Attori:
Michela Ottolini e Alessandro Albertin
Trama:
Arlecchino, servitore di due padroni, nella storica edizione di Giorgio Strelher, è giunto alla sua ultima replica. Tutti gli attori trovano una nuova sistemazione, tranne Arlecchino, che è l’unico a non accettare il fatto che lo spettacolo non venga mai più rappresentato.

venerdì 10 novembre 2017

ARLECCHINO e la BUROCRAZYA
di Alessandro Albertin

CON
Michela Ottolini e Alessandro Albertin

MUSICHE DI Pierluigi Pietroniro
REGIA Michela Ottolini
PRODUZIONE SpazioMio – Overlord Teatro

Arlecchino, servitore di due padroni, nella storica edizione di Giorgio Strelher, è giunto alla sua ultima replica. Tutti gli attori trovano una nuova sistemazione, tranne Arlecchino, che è l’unico a non accettare il fatto che lo spettacolo non venga mai più rappresentato.
Decide, quindi, di mettersi in proprio perché: «Il teatro è la mia vita, senza teatro muoio!».
Lo fa seguendo i consigli di una regista di “avanguardia”, che oltre che a tentare di dirigerlo come attore, lo educa a percorrere quello che è l’iter necessario per poter andare in scena con tutte le carte in regola. L’entusiasmo di Arlecchino è tanto, ma è tanta anche la sua ingenuità e i meccanismi burocratici che lo travolgono trasformeranno il suo sogno in un inferno.
Si tratterà di trovare il modo più indolore per uscirne…

Link ad un breve promo: www.vimeo.com/208525670

RASSEGNA STAMPA
Un sogno nel quale Arlecchino immagina di poter finalmente comandare e mettere in riga i mille uffici pubblici con i quali si è trovato a scontrarsi per ottenere i famigerati “pezzi di carta” necessari ad andare in scena. È con questo quadro che si chiude la travolgente commedia “Arlecchino e la burocrazya” messa in scena da Overlord Teatro.

La commedia, scritta da Alessandro Albertin (che in scena è Arlecchino) e con la regia esperta di Michela Ottolini, si snoda attraverso un serratissimo e fisico dialogo tra Arlecchino e le mille facce della burocrazia italiana. A far da cornice un palco completamente spoglio di qualsiasi cosa se non della fisicità degli attori.
Arlecchino, dopo la chiusura della sua compagnia teatrale presso Il Piccolo Teatro di Milano, deve trovare il modo di riportare in scena uno spettacolo e inizia un vero e proprio calvario per ottenere permessi, certificati, timbri e autorizzazioni. Un claustrofobico e divertentissimo viaggio negli uffici della nostra Italia, tra Comuni che non rispondono, INPS che esaspera, SIAE che scoraggia, uffici regionali in gondola, ProLoco demotivate e montagne di carte da compilare.
Arlecchino-Albertin è, al solito, uno straordinario interprete pur confrontandosi – forse per la prima volta – con un testo comico. Un’interpretazione completa la sua, che sa mettere insieme la tradizione di Arlecchino, scardinandola poi ad uso del testo.
La commedia non ha una morale e non vuole insegnare nulla. Ma sa aprire uno spaccato tanto divertente quanto reale sul quotidiano di tutti noi. Coinvolgendo e strappando vere risate, andando ben oltre il rischio di cadere in qualche banale stereotipo che il tema poteva suggerire.
Una commedia, ieri alla prima rappresentazione assoluta, del tutto originale, che sa rileggere addirittura, come si diceva, un mostro sacro ed intoccabile del teatro povero qual è Arlecchino.

Mario Salvettiwww.ilbacodaseta.org

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