AMLETO
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Paese:
Italia
Anno:
2015
Categoria:
Prosa, STAGIONE TEATRALE
Data:
5 febbraio 2016 ore 21.00
Autore:
William Shakespeare
Regia:
Ninni Bruschetta
Attori:
Angelo Campolo, Emmanuele Aita, Antonio Alveario, Gionni Boncoddo, Maurizio Puglisi, Maria Sole Mansutti, Celeste Gugliandolo
Trama:
"Essere o non essere, questo è il problema. È forse più nobile soffrire, nell'intimo del proprio spirito, le pietre e i dardi scagliati dall'oltraggiosa fortuna, o imbracciar l'armi, invece, contro il mare delle afflizioni, e combattendo contro di esse metter loro una fine?" - W. Shakespeare
Lingua:
Italiano

VENERDI’ 5 FEBBRAIO 2016

AMLETO
di William Shakespeare

CON (in ordine anagrafico)
ANGELO CAMPOLO, EMMANUELE AITA, ANTONIO ALVEARIO, GIONNI BONCODDO, MAURIZIO PUGLISI, MARIA SOLE MANSUTTI, CELESTE GUGLIANDOLO
REGIA NINNI BRUSCHETTA
PRODUZIONE TEATRO DI MESSINA

L’Amleto che Ninni Bruschetta mette in scena è il risultato della precisa volontà del regista di proporre una lettura fedele dell’opera shakespeariana, tant’è che il titolo dello spettacolo, perché l’intento sia subito chiaro, nella sua completezza è: Amleto di William Shakespeare.
“Fedele – puntualizza comunque il regista – nella misura in cui la fedeltà prevede un margine, sia pur impercettibile, di tradimento. Del resto tradire un testo significa anche tramandarlo, cioè, nel caso del teatro, renderlo leggibile ad un pubblico moderno”.
L’Amleto, che emerge dal profondo studio dedicato da Bruschetta all’opera shakespeariana, indossa i panni della figura archetipica, ma è anche un uomo moderno, è il rappresentante di un mondo che acquisisce la consapevolezza di una caduta spirituale e sceglie di abbandonare il Paradiso Terrestre per diventare semplicemente un uomo.
Amleto, nella trascrizione scenica del regista, è l’uomo nella sua imperfetta completezza, ma privo di una certa convenzionale cupezza con cui spesso viene rappresentato. Anzi, è un uomo vivo, vitale, attivo, un uomo che sceglie, in cui il dubbio rappresenta solo un passaggio obbligato.
“Probabilmente sceglie la cosa sbagliata – tiene a precisare Bruschetta – ma sceglie. Il suo discorso più celebre passa attraverso un dubbio che fuga già nelle ultime righe, quando parla della purezza dell’azione. Allora, o Amleto decide per la vendetta perché crede che “agire” sia più nobile o perché vuole semplicemente vendicarsi. Ma sceglie di agire. Dal momento in cui capisce chi ha ucciso suo padre, ordisce una trama “teatrale” che porta esattamente dove vuole lui. La sua domanda è già la sua risposta”.
Questa lettura, suggestiva, offre un’ulteriore occasione per continuare a riflettere sui grandi temi di sempre: sul perché della vita e della morte, sul rapporto tra verità e menzogna, tra desiderio di giustizia e vendetta; sul ruolo del caso; sul potere reale o illusorio della volontà.
A sottolineare l’atemporalità delle problematiche che la vicenda propone i costumi di Cinzia Preitano, le scenografie di Mariella Bellantoni, le musiche di Toni Canto e Gianluca Scorzi

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