CLEOPATRÀS – Fuori Abbonamento

Che rimane della “gran reina” Cleopatra una volta deposta la corona d’Egitto? Sarà ancora la meravigliosa imperatrice capace di terrorizzare e sottomettere interi popoli al suo capriccio oppure una semplice “bagascia” di paese che millanta un passato che non è mai esistito? Cosa giunge fino a noi attraverso i secoli al di là della patinata aura del mito? L’opera di Testori, con la sua forza innovativa e prorompente, ci avvicina ad un personaggio che parrebbe distante e difficilmente riconducibile al contesto in cui viviamo. La sua Cleopatràs, spogliata degli abiti regali e rivestita solo di carne e sangue ci parla in un linguaggio crudo e palpitante, in un dialetto che appartiene a tutti e che rievoca un’Italia ormai dimenticata. La “reina” viene rappresentata nella sua essenza più pura, nell’universalità del suo essere Donna, una donna che ha pienamente vissuto, amato, goduto e perso irrimediabilmente tutto. Testori intona il lamento, il “laio” della vedova, che ha vissuto la guerra e ne è uscita perdente, un lamento di morte che sfocia tuttavia in un appassionato inno alla vita: attraverso i ricordi della terra natìa la donna rivive i tempi d’oro dell’amore col suo “Tugnàs”.