ASSASSINE

5 attrici.
5 donne.
5 assassine.
5 storie vere.
Appassionanti e fatali come le donne di cui raccontano.
Il lato oscuro dell’animo femminile.
Alla ricerca delle origini di ciascun delitto nelle coincidenze tra evoluzione psicologica e fatalità del destino cercando di confrontarsi con l'”incomprensibile” che si cela dietro ogni omicidio. !
L’autore Tobia Rossi, guidato da questo materiale scabroso e a tratti morboso, ci restituisce una black comedy dove la Donna, l’Attrice e l’Assassina si fondono per sorprendere continuamente lo spettatore e ci regala un gioco del Teatro nel Teatro, dove non mancheranno risate e colpi di scena secondo quel detto per cui “le buone lo pensano e le cattive lo fanno”. !
Cinque attrici sulle tavole di un palcoscenico si ritrovano impegnate nelle prove di uno spettacolo. Da quanto tempo sono lì? Dov’è l’autore? Che fine ha fatto il regista? Ad essere presenti sono le cinque assassine che le attrici devono interpretare e rievocare la cui forza pare inghiottirle in un vortice misterioso e malefico che farà perdere loro l’identità.
Sono cinque assassine efferate, vissute in epoche e luoghi molto distanti fra loro e accomunate da un unico denominatore: il sangue. La Contessa Sanguinaria Erzsebet Bathory (Monica Faggiani), la Saponificatrice di Correggio Leonarda Cianciulli (Silvia Soncini), la Vedova Nera Belle Gunnes (Elena Ferrari), la Cagna di Buchenvald Ilse Koch (Paola Giacometti), l’Angelo della Morte S.C. (Chiara Anicito) sembrano essere più vere e reali delle attrici che le interpretano e con esse finiranno con il confondersi.
Il Male ancora una volta si racconta nella sua pericolosa banalità proprio perché nasce, penetra e si rafforza fra le persone comuni, dimostrando quanto sia facile, improvviso, a volte inaspettato superare il guado, diventare un’assassina.