ARLECCHINO e la BUROCRAZYA

Arlecchino, servitore di due padroni, nella storica edizione di Giorgio Strelher, è giunto alla sua ultima replica. Tutti gli attori trovano una nuova sistemazione, tranne Arlecchino, che è l’unico a non accettare il fatto che lo spettacolo non venga mai più rappresentato.
Decide, quindi, di mettersi in proprio perché: «Il teatro è la mia vita, senza teatro muoio!».
Lo fa seguendo i consigli di una regista di “avanguardia”, che oltre che a tentare di dirigerlo come attore, lo educa a percorrere quello che è l’iter necessario per poter andare in scena con tutte le carte in regola. L’entusiasmo di Arlecchino è tanto, ma è tanta anche la sua ingenuità e i meccanismi burocratici che lo travolgono trasformeranno il suo sogno in un inferno.
Si tratterà di trovare il modo più indolore per uscirne…